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CRONACA
Ucciso, carbonizzato e chiuso in una busta dopo la violenza alla bimba: indagini su altri casi a Napoli
 
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NAPOLI. Accusato di aver violentato una bambina, la camorra gli ha fatto pagare il pegno con la vita. E' questo quanto emerso dall'inchiesta porta a termine ieri. Il 'Tribunale della camorra' non ebbe alcuna pietà per il pedofilo delle Case Nuove. Sospettato di un aver abusato sessualmente di un minorenne, fu atirato in una trappola. E' stato ucciso a sangue freddo con due pistolettate alla tempia. Infine, carbonizzato e abbandonato all’interno di una busta a San Pietro a Patierno. Il suo cadavere venne ritrovato all’alba dell’8 giugno 2015. Da ieri i due autori di quel delitto hanno però un nome e un cognome: Salvatore Maggio, ex ras scissionista del clan Mazzarella, reo confesso e Salvatore Sembianza, suo storico uomo di fiducia e componente del gruppo di fuoco, già detenuto per l’assassinio di Pasquale Grimaldi, nipote del boss di Soccavo Ciro Grimaldi, alias “Settirò”.

Le indagini sulla vicenda - come riporta Il Roma - sono arrivate a un punto di svolta proprio grazie alle ultime dichiarazioni rese agli inquirenti da Salvatore Maggio. L’ex ras delle Case Nuove, collaboratore di giustizia dall’agosto scorso, ha infatti rivelato il movente del delitto e ammesso le proprie responsabilità in merito :l'ex “mazzarelliano” si è infatti autoaccusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio del 38enne pluripregiudicato algerino Abdelmadjid Chafai. Non solo, ha anche tirato in ballo il suo braccio destro.
Il pool investigativo della Squadra mobile di Napoli, lo stesso che ha risolto il caso dell’omicidio dell’algerino Abdelmadjid Chafai, sta valutando l’ipotesi di aprire un nuovo filone di indagine su altri presunti abusi sessuali.


REDAZIONE

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