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IL RETROSCENA
Camorra di Miano. Voleva essere l'erede dei Lo Russo ma si è sfaldato in pochi mesi: estinto il gruppo che sognava di conquistare il rione
 
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NAPOLI. Il clan Nappello non esiste più. Non solo per le retate che ne hanno minato la stabilità, ma anche e soprattutto per le scissioni interne. Il gruppo che voleva ereditare il potere criminale a Miano e dintorni si è sfaldato tra uccisioni e arresti che, di fatto, ne hanno decapitato la struttura militare.

Uno scenario che ha iniziato a farsi strada dopo il tentato omicidio di Gaetano Cirillo lo scorso settembre. Sono due piste battute dalle forze dell’ordine per decifrare quel tentativo rimasto senza responsabili. Una porta allo stesso clan che avrebbe deciso di punire la vittima predestinata per una partita di droga andata persa. Una pista intera che potrebbe spiegare la facilità con la quale l’uomo sia stato trovato nella caffetteria che frequentava d’abitudine. Un’altra pista,più suggestiva, ma di certo presa in considerazione dalla polizia che lavora senza sosta per arrivare ad individuare il responsabile, porta ad una scissione nei Nappello. La terza in quattro mesi. E così da una parte ci sarebbero i Balzano e dall’altra i Cifrone. Un fermento che arriva da lontano e affonda le radici nella lenta fine del clan Lo Russo, dettata dall’agonia di capi clan che via via, anno dopo anno si sono pentiti affondando definitivamente chi restava e tentava di riorganizzare ciò che era sopravvissuto agli tsunami precedenti.


Saverio di Donato

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