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IL RETROSCENA
Ucciso perchè era 'antipatico' al boss, cinque ras dei Lo Russo in carcere. LE FOTO DEGLI ARRESTATI
 
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NAPOLI. E’ il lunedi di Pasquetta del 28 marzo 2016 e Carlo Lo Russo parla in casa con la moglie Anna e dice«“…Lo devo uccidere perchè mi èantipatico, lo sai. Mi è antipatico da sempre … ma comunque i “Capitoni” non se ne vanno da qua… se ne vanno loro di casa ». Fu quello il 'prologo' dell'omicidio di Pasquale Izzi trucidato proprio sotto casa del boss. Finì così Pasquale Izzi, ucciso perchè era antipatico. Per quel delitto finirono già in galera lo stesso Carlo Lo Russo, la moglie Anna Serino, Luigi Cutarelli e Mariano Torre. Questa mattina la polizia ha eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di Antonio Buono, 28anni, Marco Corona, 32 anni, Tommaso D’Andrea, 45enne, Salvatore Freda, 47 anni, Ciro Perfetto, nato a Napoli, di 22 anni: tutti orbitanti nel gruppo dei 'capitoni', tutti ritenuti responsabili a vario titolo dell’omicidio, consumato il 29 marzo 2016 di Pasquale Izzi avvenuto in via Janfolla a Miano.

Fondamentali le dichiarazioni dello stesso Lo Russo e di Torre che da qualche mese collabora con la giustizia: dichiarazioni riscontrate dalle indagini svolte dalla Squadra Mobile che hanno consentito di far piena luce sul movente dell’efferato delitto e sugli altri concorrenti nella fase esecutiva, destinatari del provvedimento restrittivo eseguito questa mattina. Ciro Perfetto e Antonio Buono hanno già riportato condanna per il reato di associazione, oltre che per omicidio (entrambi per l’omicidio di Gennaro Cesarano, e Ciro Perfetto anche per l’omicidio di Pietro Esposito). Marco Corona, Tommaso D’Andrea e Salvatore Fredaerano invece già sottoposti a misura cautelare in virtù dell'ordinanza di custodia cautelare. eseguita lo scorso 20 novembre, ordinanza che ha di fatto disarticolato il clan dai quartieri di Miano, Piscinola e Don Guanella.


Stefano Di Bitonto

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